BD14565_.GIF (183 byte)BD14565_.GIF (183 byte)   Tra la seconda metà del diciannovesimo secolo e i primi decenni del ‘900, grande rilievo e notevole sviluppo ebbe, in tutto il mondo, la costruzione di modelli rappresentanti enti matematici e di strumenti per la grafica e per il calcolo numerico.

   Utili soprattutto nella didattica e nella ricerca, i modelli realizzati fornivano un valido aiuto in campi quali la Geometria Descrittiva, la Topologia, la Geometria Algebrica, la Teoria delle funzioni, la Fisica matematica. Ciò non precluse il loro impiego per scopi architettonici, scenografici, scultorei o come semplice attrazione. Non meno importante fu la realizzazione di apparecchi capaci di tracciare figure geometriche e di strumenti particolarmente efficaci nell’impiego della matematica per risolvere problemi posti dall’ingegneria e dalle altre scienze applicate.

   I materiali impiegati erano diversi: ottone, gesso, filo di ferro o di fibra naturale, lamelle di legno, cartone ed altri metalli. Agli inizi la produzione era realizzata artigianalmente, presso i laboratori annessi agli istituti universitari, ma in seguito, grazie agli stessi istituti ed al sorgere di laboratori extra-universitari, la diffusione dei modelli ebbe un notevole incremento, tanto che diversi editori iniziarono una catalogazione ed una pubblicazione sistematiche.

   Naturalmente non è difficile intuire l’importanza che ancora oggi costituiscono questi modelli. In primis essi sono da considerarsi veri e propri pezzi museali che comunque costituiscono, anche se da un punto di vista particolare, testimonianze di un periodo storico. D’altro canto essi risultano estremamente utili: grazie al loro impiego è possibile mostrare a chiunque concetti che altrimenti sarebbero chiari solo per menti esercitate alla matematica ed alla geometria. Basti pensare che tra i primi giochi con cui i bambini hanno a che fare, ci sono le scatole di cubi o le formine da inserire negli appositi spazi.

   Oggi si assiste ad una ripresa di interesse, in campo internazionale, verso tali rappresentazioni; si possono citare alcuni articoli apparsi su riviste quali "The Mathematical Intelligenze" o "The Methematical Tourist" a testimonianza del fatto che, nonostante l’ingiusto oblio a cui furono sottoposti i modelli nei decenni passati e nonostante essi non facciano più parte della nostra cultura matematica universitaria, oggi le antiche collezioni di modelli possono ancora suscitare interesse, grazie alla loro idoneità ad illustrare proprietà caratterizzanti teorie o a fornire concretezza ad un risultato, conformi all’intuizione e accessibili all’esperimento.

   Infine citiamo le parole dello scienziato William Thomson (1824-1907) conosciuto anche col titolo di Lord Kelvin:

   "Io non sono soddisfatto finché non ho potuto costruire un modello meccanico dell’oggetto che studio. Se posso costruire un tale modello meccanico, comprendo; sino a che non posso costruirlo, non comprendo affatto"

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